Raggi Uv dannosi: esporsi al sole riduce la pressione sanguigna

L’esporsi ai raggi solari UV non sempre è dannoso, può portare tanti benefici per l’organismo. Scopri l’ultima ricerca effettuata dagli scienziati dell’Università di Edimburgo sui raggi UVA.

Raggi ultravioletti sulla pelle

Siamo abituati fin da piccoli a mantenere sempre alta l’attenzione quando esponiamo la nostra pelle al sole durante il periodo estivo per evitare il rischio di far sviluppare qualche forma di tumore della pelle. Visto che ormai l’estate 2013 è alle porte, per alcuni del Sud Italia è già iniziata alcune settimane fa, giungono buone notizie da Edimburgo in merito all’ultima ricerca scientifica effettuata sui raggi Uv.

Lo studio condotto dagli scienziati dell’Università di Edimburgo farà sicuramente molto discutere, ma è importante conoscere tutti i risultati di questa ricerca sulle radiazioni ultraviolette contenute nei raggi del sole.

Ovviamente bisogna sempre essere prudenti e mostrare un po’ di buonsenso quando si decide di prendere la tintarella. Secondo gli scienziati inglesi sono davvero diversi i benefici derivanti dall’esposizione al sole poiché oltre alla produzione di vitamina D vi è la produzione di un composto chimico nei vasi sanguigni (ossido nitrico) che va ad abbassare la pressione sanguigna contribuendo allo stesso tempo alla riduzione del rischio di avere un infarto o un ictus e al conseguente aumento dell’aspettativa di vita.

La ricerca è stata condotta dal dottore Richard Weller, esperto di dermatologia dell’Università di Edimburgo, e dai suoi colleghi su un campione di 24 volontari esposti per 20 minuti a lampade Uv o a lampade emananti calore non associato a radiazioni ultraviolette. Nel primo caso la pressione sanguigna è calata sensibilmente per un’ora, mentre, nel secondo caso non ci sono state modifiche. Nessun mutamento si è registrato per quanto riguarda i livelli di vitamina D.

Abbiamo il sospetto che i benefici per la salute del cuore della luce solare supereranno il rischio di cancro della pelle – ha spiegato il dottor Weller – Lo studio che abbiamo condotto fornisce un procedimento che potrebbe spiegare tutto questo. E, inoltre, spiega anche perché una dieta con  integratori di vitamina D da sola non sarà in grado di compensare la mancanza di luce solare.

L’esperto di dermatologia dell’Università di Edimburgo ha poi spiegato quali saranno i prossimi obiettivi.

Abbiamo ora in programma di esaminare i relativi rischi di malattie cardiache e il cancro della pelle in persone che hanno ricevuto diverse quantità di esposizione al sole. Se questo conferma che la luce solare riduce il tasso di mortalità da tutte le cause, avremo bisogno di riconsiderare i nostri consigli sull’esposizione al sole.

Quindi ci sarebbero più benefici che rischi dall’esposizione al sole, però, fin quando non ci saranno ulteriori sviluppi è doveroso seguire i consigli e tutte le indicazioni facilmente reperibili sul sito internet del Ministero della Salute.

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