Quanto pesce mangiare e quali speci?

Alla ricerca dei cibi per sgonfiare la pancia? non esiste una soluzione uguale per tutti poichè i cibi gonfiano la pancia se non digeriti bene, essi arrivano fino all’intestino dove tutta una serie di batteri li utilizzano per il loro metabolismo , gli scarti di questo processo digestivo batterico saprofita sono, molecole bioattive importanti anche per la nostra salute, ma molto spesso anche dei fastidiosi gas

quanto pesce mangiare

La quantità minima da osservare è due volte a settimana. Mangiate il pesce alla griglia e non fritto altrimenti striderà con la vostra dieta dimagrante. Il pesce è un alimento fondamentale nella dieta sana purtroppo però non tutte le specie sono prive di tossine, metalli pesanti che se ingeriti per molto tempo danno luogo ad un bioaccumulo che può ledere alcuni organi come il fegato i reni e l’intestino. I prodotti della pesca in generale comprendono sia pesci di acqua dolce che di acqua salata ma anche crostacei e molluschi. I pesci hanno una variabilità di composizione nutritiva molto elevata anche nell’ambito della stessa specie per cui bisogna conoscere bene i loro principi nutritivi prima di inserirli in un regime dietetico dimagrante o bilanciato. Per prima cosa, sono prodotti importanti per quanto riguarda il loro apporto proteico di elevata qualità ed al contrario della carne hanno una elevata digeribilità.

Il contenuto di grassi è molto variabile si possono avere pesci con una percentuale di grasso inferiore all’1% , quelli invece con li contenuto più elevato raggiungono il 14%. I grassi oltre che le proteine sono la fonte più importante di nutrienti dovuti al pesce. Questo alimento è infatti caratterizzato dalla presenza di acidi grassi polinsaturi a lunga catena, quelli della serie n-3 o omega-3. Anche il contenuto di fosfolipidi è elevato.

Il contenuto invece di colesterolo è analogo a quello della carne e del pollame (50-70mg per 100g di prodotto). I molluschi e crostacei hanno invece un basso contenuto di grassi tra lo 0,5 e 2,5% con un contenuto di colesterolo soprattutto nei crostacei molto elevato circa 150mg/100g. Sono mediamente una buona fonte di minerali come ferro , zinco rame. I crostacei e i molluschi tendono ad accumulare cationi dall’ambiente circostante, perciò i livelli di minerali e metalli dipende dall’ambiente marino nel quale sono allevati o pescati.

Il pesce è inoltre molto ricco di fluoro e iodio altamente biodisponibili in quanto presenti in forma ionica e quindi sempre assorbiti a livello intestinale. Sono infine una buona fonte di vitamina A e D in particolare nei pesci grassi. Quindi il pesce ma anche i crostacei possono essere una buona fonte soprattutto di proteine ad alto valore biologico, minerali e grassi di tipo Omega-3 come l’acido eicosopentanoico e il docosoesanoico. La somministrazione di questa tipologia di grassi nella dieta sappiamo oramai essere associata ad una azione protettiva a livello del miocardio a quella della protezione dei vasi sanguigni, una inibizione dei livelli di proteine di adesione cellulare quindi ritardo nel processo di innesco dell’aterosclerosi. Infine un effetto anti infiammatorio agendo sui leucotrieni leucocitari.

Purtroppo l’inquinamento diffuso dell’ambiente marino ha innescato un processo di contaminazione anche della catena alimentare dei pesci molluschi crostacei ,per cui nonostante il pesce debba essere presente nella nostra dieta almeno due volte a settimana bisogna scegliere specie che non siano presenti nell’alto della catena alimentare e che sono pescate lontano dalla costa dove l’impatto antropico è maggiore.

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