Osteopatia a cosa serve: Il corpo sinergico

osteopartia cosa serve

Osteopatia a cosa serve? Lo sapevate che il vostro mal di schiena ha forse origine in un mal di pancia? I vostri organi sono più coinvolti di quanto possiate immaginare… Andiamo a vedere quali sono i benefici dell’osteopatia viscerale.

Avete solo un principio di torcicollo, ma ecco che nel giro di pochi giorni vi sentite bloccati, a partire dalla parte bassa della schiena, per non parlare dei problemi di digestione…Ogni parte del corpo funziona in sinergia. Quando in una zona compare un problema, le ripercussioni si fanno sentire anche nelle aree più vicine. Il ruolo dell’osteopatia è quello di riequilibrare il corpo e di ridonargli mobilità attraverso varie tecniche. L’osteopatia viscerale è un ramo di questa pratica. L’osteopatia ha più di una freccia al proprio arco per allentare la tensione del corpo. Già a questo punto abbiamo dato una risposta superficiale alla domanda “Osteopatia, a cosa serve?”; approfondiamo adesso l’argomento.

PIU’ RAMI PER UN TRONCO UNICO

Nel corpo umano tutto è collegato. Quando in una zona sopraggiunge una debolezza, questa si ripercuote sull’intero organismo. L’osteopatia cerca, in primis, di ridare mobilità. La terapia manuale osteopatica si articola su tre tecniche complementari: l’osteopatia strutturale, osteopatia cranica e osteopatia funzionale, che insieme permettono di ristabilire l’equilibrio del corpo, attraverso manipolazioni e massaggi che, dolcemente rimettono tutto a posto. L’osteopatia strutturale lavora su scheletro e articolazioni e si basa su manipolazioni volte al rilassamento muscolare. L’osteopatia cranica (o osteopatia cranio-sacrale) sviluppa la propria azione a livello della testa, con leggere pressioni sulle dita. L’osteopatia funzionale include la terapia miofasciale e l’osteopatia viscerale. Tocca le fascie, ovvero le membrane che avvolgono i muscoli e gli organi nel corpo, e le viscere, per permettere il loro movimento e allentare la tensione.

L’ARTICOLAZIONE VISCERALE

L’osteopatia non si limita a delle manipolazioni sull’ossatura. Agisce anche su tessuti e viscere. Gli osteopati hanno avuto l’intuizione: le viscere si articolano fra loro. Gli organi, infatti, non hanno funzionamento indipendente. Sono saldamente legati alle strutture muscolari e ossee attraverso legamenti e fasce muscolari. Una cattiva mobilità viscerale ha un’incidenza sulla vascolarizzazione degli organi e può generare un drenaggio veno-linfatico di ancor peggiore qualità.

LE ECO DEL CORPO

Durante la respirazione, gli organi subiscono compressioni e trazioni, generalmente legate al diaframma. Queste trazioni si cristallizzano in tensioni su legamenti e fasce. E’ su queste tensioni che l’osteopata lavora per ridare elasticità alle fasce e riequilibrare il funzionamento viscerale. L’osteopatia tratta e ricerca, nella sua globalità, la causa del malessere. L’osteopatia viscerale, fra le tre tecniche, permette di ottenere i risultati migliori. I benefici di una seduta durano più a lungo nel tempo.

I VOSTRI ORGANI LASCIANO DEGLI INDIZI…

…che possono mettere l’osteopata sulla buona strada per comprendere il problema. Occorre risalire al bandolo della matassa per districarla e sbloccarsi. Se una persona soffre di torcicollo dopo che, quindici giorni prima, ha avuto disturbi all’apparato digestivo o assimilativo, allora l’osteopata sa che lo stomaco è stato la causa scatenante del blocco. Una ramificazione del nervo vago che innerva lo stomaco può essersi bloccata. Il nervo vago è un nervo cranico. Si inizia col far rilassare le tensioni a livello della base cranica. “L’ostepatia viscerale permette di ridare mobilità alle vertebre cervicali lavorando sui tessuti e le fasce muscolari dello stomaco. Tutto è collegato”

LO SVOLGIMENTO DI UNA SEDUTA

Il primo consulto è quello che richiede più tempo. Si inizia con numerose domande al fine di determinare il profilo del paziente e i suoi trascorsi, che indirizzano l’osteopata. Una sorta di questionario che aiuta a conoscere meglio il modo di vivere del paziente, al quale viene chiesto se ha problemi otorinolaringoiatrici, se la notte dorme bene, se il suo transito intestinale è buono. Tutte domande che, per il paziente, non hanno un legame apparente col problema del momento. E’ anche importante saperne di più sul suo lavoro, sapere se è una persona attiva, se è abituato a portare pesi o se fa un lavor sedentario, davanti al computer, cosa che può provocare patologie specifiche. Si passa poi all’osservazione del corpo attraverso dei test che permettono di valutare la postura globale del paziente. In seguito arriva il trattamento.

CON ATTENZIONE

Dolce ed indolore, l’osteopatia viscerale può essere praticata su ogni organo. Proprio per questo, a volte viene denigrata da alcuni osteopati, i quali ritengono che non possa essere efficace ad ogni livello. Tuttavia i pazienti avvertono un sollievo immediato. La cosa più importante è che al paziente vengano spiegate le manipolazioni attuate. In questo modo sono rassicurati e percepiscono meglio il funzionamento del proprio corpo. Prima di ogni manipolazione l’osteopata deve essere ragguagliato sui vari trascorsi medici del paziente. Occorre fare molta attenzione con le persone che soffrono di coliche renali, per non far migrare i calcoli, per esempio. Il ruolo dell’osteopata è anche quello di indirizzare i pazienti verso il loro medico curante o uno specialista, in caso di patologia sospetta. Un osteopata lavora sempre in sinergia.

MANIPOLAZIONI CON DOLCEZZA

Inizia ad essere chiaro a che cosa serve l’osteopatia. L’osteopatia poggia su alcune tecniche manuali. Ci sono diverse manipolazioni possibili per ogni organo. L’osteopata può lavorare sui legamenti che collegano gli organi per dar loro mobilità. I movimenti possono essere eseguiti mettendo le mani direttamente sull’organo o passando attraverso gli intermediari come costole e vertebre. Il paziente aiuta l’osteopata attraverso la respirazione mentre il medico esercita una pressione su un punto preciso per ristabilire una migliore mobilità degli organi. L’obesità può creare delle difficoltà nella manipolazione. I movimenti, poi, sono diversi se si tratta di una donna in gravidanza, mentre sono più delicati sui bambini, sui quali le manipolazioni si effettuano in punti di dita.

UNA SCIENZA NON ANCORA RICONOSCIUTA

Nonostante numerosi medici di famiglia o specialisti indirizzino i propri pazienti ad un osteopata per il trattamento di numerose patologie, in Italia l’osteopatia deve essere ancora riconosciuta; in parlamento è stata depositata, da almeno sette anni, la legge Lucchese che regolamenta l’osteopatia. Per il momento le scuole italiane serie seguono i seguenti principi guida:

  • 6 anni di corso per un totale di 1700 ore
  • ammissione solo a chi sta frequentando o è già in possesso di laurea in medicina e chirurgia, fisioterapia o scienze infermieristiche

Per maggiori informazioni vi segnaliamo il sito di una seria scuola tenuta da medici osteopati e da osteopati: www.aemo.it

Speriamo di aver risposto in modo esaustivo alla domanda Osteopatia, a cosa serve?

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