Melanoma diagnosi e cure

melanoma
Il melanoma è un tumore maligno sviluppato dalla melatocina, cellula preposta alla produzione della melanina. Chiunque può essere colpito da melanoma anche se è stata registrata una maggior sensibilità nei soggetti a pelle chiara.

Il melanoma può svilupparsi su nei già esistenti ma anche su altri parti della pelle priva di macchie. I fattori che incidono sullo sviluppo del melanoma sono l’esposizione non controllata ai raggi ultravioletti, sia solari che artificiali, e la predisposizione genetica.

Il melanoma, secondo la divisione di Clark, è classificato in 5 stadi a seconda dello strato cutaneo interessato:

  • I stadio: se colpisce l’epidermide, lo strato più esterno della pelle;
  • II, III stadio:se colpisce il derma papillare, lo strato posto sotto l’epidermide formato da tessuto connettivo;
  • IV stadio:se colpisce il derma reticolare, lo strato di tessuto connettivo che si stende sotto il derma papillare prima dell’ipoderma;
  • V stadio:sottocute, lo strato di grasso posto sopra i muscoli.

Il melanoma, se non curato per tempo, arriva in metastasi ai linfonodi, ai polmoni, al fegato, al cervello, alle ossa. La contaminazione può avvenire per continuità, per via linfatica e sanguigna.

Come forma di diagnosi è consigliato seguire la cosiddetta Regola dell’ABCDE e consultare un medico laddove si verificasse una delle seguenti condizioni:

  • A come Asimmetria: i melanomini solitamente presentano una forma asimmetrica;
  • B come Bordi, i contorni dei melanomi sono irregolari e frastagliati tipo i confini geografici, mentre i semplici nei hanno dei bordi pressochè curvilinei;
  • C come Colore: i melanomi sono disomogenei pure nel colore presentando dei punti più scuri di altri;
  • D come Dimensione: una macchia avente un diametro superiore a 6 mm può insospettire;
  • E come Evoluzione, il melanoma tende a cambiare in forma e dimensione.

Un dermatologo può valutare da un esame visivo con un dermatoscopio a luminescenza se si tratta o meno di un melanoma. Tale strumento è in grado di un ingrandire fino a 10 volte la macchia ed arrivare ad osservare la pelle fino allo strato del derma. L’esame non è per niente invasivo e si effettua a livello ambulatoriale.

Il passo successivo, in caso di esito dubbio, è la rimozione della macchia al fine di effettuarne l’esame istologico. Si tratta di un piccolo intervento in anestesia locale che attraverso un’incisione rimuove sia la macchia che una parte di tessuto attorno. Se dovesse risultare che il neo è maligno, con un secondo intervento analogo al primo, si asporta una porzione di tessuto più profonda per capire a quale stadio si trova il tumore.

Notevoli progressi sono stati fatti anche in questo campo, uno di questi è l’introduzione della microscopia laser confocale, che permette di fare una biopsia virtuale della macchia senza doverla prima asportare. In realtà questa tecnica è in uso già da qualche decennio, ma fino a poco tempo fa veniva impiegata per analizzare campioni preliminarmente asportati.
I vantaggi sono evidenti: si tratta infatti di un esame non invasivo, indolore e dal risultato immediato.

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