Intossicazione alimentare: cosa e come si può mangiare

intossicazione alimentare

Per intossicazione alimentare si intende uno stato alterato dell’organismo causata da alimenti contenenti virus o batteri. I cibi possono essere contaminati già in partenza oppure diventarlo a causa di una scorretta conservazione. Guardiamo quindi cosa fare per evitare di incorrere in questa patologia molto diffusa

In generale esistono dei cibi più aggredibili di altri da parte di virus e batteri e sono quelli che contengono molta acqua, l’umidità crea le condizioni ottimali per il proliferare di agenti contaminanti, quelli che sono passati da molte lavorazioni successive e quelli che hanno una scadenza breve soggetti più facilmente ad alterazioni qualitative.

I cibi freschi sono quelli più deperibili, necessitano pertanto di una più scrupolosa attenzione nelle modalità di conservazione: vanno conservati in frigorifero e, una volta aperti, devono essere chiusi in modo da non farli entrare in contatto con l’aria; il rispetto della data di scadenza è d’obbligo e se prima di tale data assaggiando il prodotto, ci si accorge di un’alterazione nel gusto, è bene buttarlo insieme al boccone appena masticato. Questo vale se l’alterazione anche soltanto visiva.

Importante è la conservazione dei freschi anche durante l trasporto: il tempo fuori dal frigorifero deve essere ridotto al minimo e specie se la temperatura esterna è molto alta come ad esempio in estate, può essere utile deporre tali alimenti in borse frigo o apposite buste termiche per mantenerne la temperatura e non esporli a fonti di calore.

Alcuni prodotti non recano la data di scadenza, come ad esempio frutta e verdura, la carne e il pesce comprati dal macellaio o dal pescivendolo. In questi casi possiamo ritenere il prodotto mangiabile fintanto che non appare alterato alla vista, al gusto e all’olfatto. In linea di massima possiamo stimare la durata della frutta e della verdura in dieci giorni, in cinque quella della carne rossa e in due quella del pesce.

Per prolungare la conservazione dei cibi freschi oltre la data di scadenza, si può ricorrere al congelamento. Tali alimenti vanno messi in frigo ovviamente quando sono ancora in ottimo stato. Il congelamento non elimina eventuali virus o batteri, ma ne impedisce quanto meno la moltiplicazione e la contaminazioni di prodotti vicini. Un errore assolutamente da evitare è quella di congelare nuovamente il cibo dopo averlo scongelato perchè in questo modo si favorisce la proliferazioni di agenti contaminanti.

Importante è anche come si scongela il cibo: spesso la mancanza di tempo o un’emergenza dell’ultimo minuto, ci porta a scongelare gli alimenti o nel microonde o sotto un getto di acqua fredda. Non c’è niente di più sbagliato nell’interrompere la catena del freddo in modo brusco. Anche farlo scongelare a temperatura ambiente, seppure possa sembrare un metodo corretto, in realtà non è indicato: meglio è togliere il prodotto dal freezer e riporlo in frigo fino a quando non è del tutto scongelato, a quel punto lo possiamo tenere fuori dal frigo fino al momento prima della cottura.

Infine anche all’interno del frigorifero ogni cibo deve avere la giusta collocazione: frutta e verdura vanno riposti in basso, i formaggi nel ripiano più alto e la carne nei ripiani intermedi facendo attenzione di tenere separata la carne bianca da quella rossa, la prima più deperibile della seconda. Inoltre i cibi cotti vanno conservati ognuno all’interno di recipienti per alimenti chiusi da un tappo.

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