Il fenomeno dei farmaci contraffatti: attenti al web

Farmaci contraffatti

Farmaci contraffatti: il fenomeno e le attività di contrasto a tale fenomeno sono state oggetto di discussione alla tavola rotonda “Le minacce alla qualità del farmaco” con particolare attenzione alla vendita on line. Sono state vendute on line, infatti, la maggiorparte dei farmaci contraffatti in circolazione in Italia.

Nel panorama internazionale la rete di distribuzione farmaceutica italiana è considerata tra le più sicure grazie anche al sistema di tracciabilità attraverso il bollino ottico, che consente il monitoraggio dei farmaci, dalla produzione alla consegna in farmacia, garantendo all’utente un elevato livello di sicurezza. Il rischio è inferiore allo 0,1%, di fronte ad una media europea dell’1% e ad un preoccupante 6-7% a livello globale. Lo confermano gli esperti che hanno partecipato alla tavola rotonda dal titolo Le minacce alla qualità del farmaco, recentemente organizzata da Mipharm a Milano, cui hanno partecipato il senatore Luigi D’ambrosio Lettieri, segretario della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, la dottoressa Maria Cristina Gaudiano del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto superiore di sanità , la professoressa Gloria Saccani Jotti dell’Università di Parma, Il dottor Giorgio Foresti presidente di Assogenerici, il dottor Giuseppe Miglio presidente ed amministratore delegato di Mipharm Spa. Ma fuori dai luoghi deputati, invece, acquistare un farmaco contraffatto è semplicissimo: basta un collegamento ad internet. Il principale veicolo di distribuzione di farmaci contraffatti e illegali, infatti, è rappresentato dall’e-commerce farmaceutico, fenomeno in costante aumento, cui fa ricorso una parte non trascurabile del paese sulla base di presunte garanzie di economicità e anonimato. Le fonti ufficiali che si occupano del fenomeno dei farmaci contraffatti e delle relative attività di contrasto stimano che oltre il 50% dei farmaci commercializzati tramite web sia contraffatto e le autorità competenti di controllo e vigilanza hanno accertato che una percentuale elevatissima di farmaci acquistati attraverso questi canali di vendita presenta concentrazioni di principio attivo non corrispondenti a quelle dichiarate, oppure sostanze diverse da quelle dichiarate e, in alcuni casi, nessun principio attivo nei farmaci. Ma il problema della contraffazione farmaceutica non riguarda solo i singoli cittadini che attraverso i canali illegali entrano in contatto con prodotti a rischio. Il fenomeno dei farmaci contraffatti ( e le conseguenti attività di contrasto) può interessare anche le aziende farmaceutiche che utilizzano materie prime contraffatte. “A questa dinamica – aggiunge Giorgio Foresti – non è estranea la tendenza a ridurre i margini dei produttori, con l’abbassamento dei prezzi. Oggi il costo delle materie prime impatta ancora in modo decisivo sul prezzo del medicinale e se questo scende in modo eccessivo, il produttore si trova costretto a indirizzarsi a produttori di materie prime più convenienti a scapito della qualità e della sicurezza. E’ quindi fondamentale trovare un giusto equilibrio: prezzi adeguati a mantenere la convenienza a produrre farmaci, anche datati, ma fondamentali. In questo senso il caso dell’eparina è emblematico. Se si comprimono eccessivamente i margini, cè il rischio che resti in circolazione soltanto la moneta cattiva, per così dire”.

“In uno scenario così complicato – afferma Giuseppe Miglio – il ruolo del produttore di farmaci diventa assolutamente centrale al fine di garantire livelli qualitativi adeguati. E’ indubbio che la qualità abbia un costo significativo sia in termini di risorse umane qualificate che di investimenti in tecnologia e processi che, un’azienda come Mipharm, deve garantire per poter soddisfare i requisiti imposti dalle normative e dalle autorità sanitarie, sia italiane che di altri paesi e dai propri clienti”. Questa una prospettiva interessante del fenomeno dei farmaci contraffatti e delle attività di contrasto.

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