Ho delle macchie sul corpo: una lista chiara delle lesioni cutanee

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Ad una domanda come “ho delle macchie sul corpo” non è facile rispondere in dermatologia per cui  è necessario conoscere la peculiare nomenclatura delle lesioni cutanee e delle macchie sul corpo  fondamentali per poter sinteticamente definire la diagnosi clinico-morfologica della lesione e quindi non farsi prendere dal panico leggete queste informazioni che provengono dalla diagnostica di Roversi molto ben curata

Macchia. Alterazione circoscritta di colore della cute che non scompare alla press, (es.: lentiggini, nei melanici, vitiligine).

Eritema. Arrossamento cutaneo dovuto a modificazione dei vasi del derma superficiale. Scompare alla pressione.

Macchia purpurica. Diffusione di sangue per alterazione dei piccoli vasi cutanei, di colore rosso-vinoso; risolve attraverso tonalità di colore dal rosso al giallo-verdastro, per degradazione dell’emoglobina (es.: macchia purpurica a piccoli focolai superficiali: petecchia, o a sede profonda: ecchimosi).

Ipercheratosi. Aumento patologico di spessore dello strato corneo.

Squama. Lamella costituita da agglomerati di cellule cornee, di colorito biancastro. Può essere a fini lamelle di tipo furfuraceo pitiriasiforme (es.: forfora), o a lamelle ampie polistratificate (es.: psoriasi).

Ponilo. Rilevatezza rotondeggiante o figurata, di varie dimensioni, molle, di colorito roseo, o rosso acceso, che scompare in ore senza traccia; è dovuta ad edema circoscritto a livello del derma (es.: orticaria).

Vescicola. Raccoltadiliquidosierosoa livello epidermicoodermoepidermico, di dimensioni variabili da una punta di spillo ad un grano di miglio, rotondeggiante, lievemente rilevata. Può formarsi per aumento della sierosità intercellulare nel malpighiano con rottura dei ponti intercellulari (es.: spongiosi e vescicola dell’eczema) o per degeneraz. delle cellule epidermiche e secondaria essudaz. (es.: vescicola da virus delle forme erpetiche).

Bolla. Raccolta di essudato, intraepidermica o sottoepidermica, di grandezza variabile, superiore a quella di una vescicola.

Pustola. Raccolta intraepidermica o dermoepidermica di essudato purulento, giallastro (es.: impetigine, follicoliti piogeniche).

Papula. Rilievo circoscritto, solido; di grandezza variabile da una capocchia di spillo ad un pisello (es. lichen planus).

Nodulo. Lesione rotondeggiante, rilevata, a sede dermica e/o ipodermica, da infiltrazione cellulare, di volume variabile da un pisello ad una noce (es. : lebbra, lue terziaria, eritema nodoso).

Abrasione-escoriazione. Lesioni di continuo traumatiche che interessano l’epidermide.

Erosione. Soluzione di continuo dell’epidermide che segue a rottura di una vescicola, pustola o bolla.

Ragade. Lesione di continuo lineare, fissurata, che interessa l’epidermide e il derma.

Crosta. Concrezione di essudato e di sangue; secondaria ad altre lesioni, quali vescicola, bolla, pustola, erosione, escoriazioni, ulcerazione.

Ulcerazione. Perdita di sostanza anche fino all’ipoderma; la risoluzione è atrofico-cicatriziale.

Cicatrice. Lesione di riparazione del connettivo conseguente ad alterazione distruttiva dermoepidermica di varia natura.

Atrofia. Assottigliamento della cute per riduzione del numero e del volume dei suoi componenti strutturali.

Sclerosi. Aumento di consistenza della cute, che si presenta dura, aderente ai piani profondi, non sollevabile in pieghe (es.: sclerodermia localizzata o diffusa).

 

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