Fattori di rischio malattie cardiovascolari: depressione Stress

Rischio malattie cardiovascolari

Prendiamo in esame in questa sede i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari attinenti alla sfera del lavoro. La difficile situazione del mercato del lavoro si ripercuote infatti anche sulle patologie cardiovascolari. Quali sono allora i rischi cardiologici legati a depressione stress e incertezza.

Il cuore al tempo della crisi

Anche paura del futuro incertezza e depressione possono costituire fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Possono infatti far peggiorare, giorno per giorno, lo stato cardiovascolare in un malato o innescare aritmie, crisi cardiache addirittura infarto. Tanto che l’OMS ha inserito nell’atlante delle malattie cardiache tra i fattori di rischio modificabili per le malattie cardiovascolari proprio la depressione lo stress e il basso strato socio-economico. Questo volto amaro, fino ad oggi imprevisto e sottovalutato nel nostro paese , della crisi lo confermano coloro che quotidianamente controllano il cuore degli italiani, i cardiologi, anche nel corso dell’ultimo congresso nazionale della società italiana di cardiologia. “E’ un disegno preoccupante quello che stiamo verificando nella nostra quotidianità – dice Paolo Marino presidente uscente della SIC – anche perchè la crisi economica piomba sul cuore in un momento in cui registravamo un calo della mortalità per malattie cardiovascolari per merito della prevenzione. Il mondo che si ripete: le cicliche crisi economiche, a partire da quella del 1929 e degli anni ’70, ci hanno insegnato che l’incertezza dell’oggi e la paura del domani aumentano, ma ne possono essere anche la causa, i rischi cardiovascolari. E la realtà di oggi può darcene conferma”. ” Scendendo nel dettaglio” – aggiunge Paolo Marino – rischiano ripercussioni cardiache tutti i soggetti che sono vittime della crisi. In primo luogo i manager: vivono una situazione estremamente stressante e non solo per le sorti della propria azienda, di cui sono proprietari o dirigenti, ma anche per quella dei dipendenti. E’ un momento di grande sofferenza – cuore e cervello in primo luogo -quello in cui devono comunicare ai dipendenti che è giunto il momento di arrendersi alla crisi. E poi l’esercito delle partite IVA molto presente specie nel nord Italia: sono persone che improvvisamente vedono venir meno il loro volume d’affari. E arriviamo all’operaio o all’impiegato che, non bisogna sottovalutarlo, vive lo stress giorno dopo giorno in famiglia costretto a stare in casa o a girovagare alla ricerca di un lavoro e a tagliare le spese. Infine l’anziano pensionato che vive, quasi con terrore la quotidianità già difficile. Spesso queste persone sono già sofferenti di malattie cardiache”. “C’è poi” – conclude Marino – ” la preoccupazione che vive chi è in terapia e che potrebbe essere costretto a ridurre o a cambiare le cure: mi riferisco in primo luogo al diabetico e a chi soffre di ipercolesterolomia. C’è da aggiungere – e il dettaglio non è insignificante – che per colpa della crisi si taglia nettamente la spesa per la palestra e si perde la voglia di andare a passeggiare. Il cuore ne risente. Infine lo stress spinge a mangiare disordinatamente per soffocare l’ansia. Il rischio è facilmente comprensibile”.

Tradimenti, adrenalina e politica

“Ansia, collera stizza tanta tensione incertezza sul proprio futuro stanno scatenando – ha detto Paolo Marino – non solo nei parlamentari ma anche in tutto il mondo che vive all’ombra della politica una tempesta simpatoadrenergica. E l’adrenalina in eccesso può essere un pericolo per il cervello. Fra i fattori di rschio per la malattie cardiovascolari è la collera da tradimento, a volte addirittura ira, quello più pericoloso perchè è un sentimento represso, non ha una valvola di sfogo, non bastano le pur bellicose dichiarazioni ai media. Se si potesse misurare il livello di ipertensione arteriosa nei politici in questi frangenti si scoprirebbero valori in crescita. Un pericolo in più per chi già ne soffre. Questa situazione è tanto più meritevole di attenzione da parte dei medici personali dei politici perchè questo accumulo di tensione si sta trascinando da tempo”. “Comunque – conclude Marino – ne possono uscire indenni soprattutto quei politici che hanno la capacità di saper convivere con lo stress”

Il cuore degli studenti

Mille studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori di Roma e provincia sono stati sottoposti ad elettrocardiogramma da cardiologi del dipartimento di scienze cardiovascolari e respiratotie dell’università di Roma “La Sapienza” diretto da Francesco Fedele. “E’ emerso – dice Fedele, coordinatore della commissione SIC per la didattica e la formazione permanente – che i fattori di rischio di malattie cardiovascolari sono elevati: 20 studenti su cento hanno una familiarità cardiovascolare, cioè hanno genitori o congiunti stretti con problemi di cuore; 14 su cento fumano più di dieci sigarette al giorno e 12 su cento abusano con l’alcool. Il dato sulla droga, il 9 per cento, desta grande sospetto. Ma il fattore più importante è che l’analisi dei tracciati ha dimostrato anomalie dell’elettrocardiogramma di rilievo nel 17 per cento dei casi. Questi dati, sicuramente non tranquillizzanti, ci hanno dimostrato la fattibilità di uno screening giovanile con esami strumentali semplici da approfondire, nei casi dubbi e/o patologici, con ulteriori accertamenti in termini di esami diagnostici più sofisticati e, in casi selezioanti, anche di valutazioni genetiche, al fine di intercettare tempestivamente patologie cardiovascolari e di prevenire la morte improvvisa nei giovani. La fondazione italiana di cardiologia con la SIC ha intenzione di estendere questo screening a tutto il territorio nazionale promuovendo anche campagne di informazione e raccolta fondi”

Il killer degli italiani

Secondo gli ultimi dati disponibili, che risalgono al 2007, le malattie del sistema circolatorio hanno causato in Italia 223162 decessi, dei quali 74608 hanno riguardato cardiopatie ischemiche. I due grandi gruppi di cause che da soli spiegano quasi tre morti su quattro, sia tra gli uomini che tra le donne, si confermano le malattie del sistema circolatorio e i tumori; si noti che tra gli uomini il contributo delle due cause è analogo (tumori 35,1 per cento, malattie circolatorie 34,9) mentre tra le donne le malattie circolatorie sono causa preminente (43,8) distanziando i tumori (25,6). Negli uomini la mortalità è trascurabile fino all’età dei 40 anni, emerge tra i 40 e i 50 anni e poi crece in maniera esponenziale con l’età. Nelle donne il fenomeno si manifesta a partire dai 50-60 anni e cresce rapidamente. Negli ultimi 40 anni la mortalità totale si è ridotta e il contributo delle malattie del sistema circolatorio è stato quello che più ha influito sul trend in discesa della mortalità. Inoltre, si sono ridotte le differenze di mortalità tra nord e centro-sud. Circa il 40 per cento di questa riduzione è dovuta ai trattamenti specifici, principalmente trattamenti per lo scompenso cardiaco (14%) e terapie in prevenzione secondaria dopo un infarto del miocardio o una rivascolarizzazione (6%). Circa il 55 per cento è dovuto invece ai cambiamenti nei maggiori fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, principalmente la riduzione della pressione arteriosa (25%) e della colesterolemia totale (23%). Questi i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari.

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