Disturbo ossessivo-compulsivo, cause

ossessivo compulsivo cause
Il disturbo ossessivo compulsivo rappresenta l’evoluzione di una condizione di sanità verso l’insanità apparentemente più assurda attraverso una logica stringente ma esasperata. Da un dubbio si può giungere al rituale patologico, dalla naturale reazione a un trauma alla compulsione, da una morale corretta alle torture inquisitorie, dalla ragione alla mania irragionevole, dalla prevenzione ai comportamenti fobici.

Per quanto i disturbi ossessivi compulsivi possano avere una radice simile dovuto ad un irrigidimento del sistema; le motivazioni che alimentano e strutturano questo tipo di problema sono però diverse ed originali da caso a caso… vediamole insieme:

1- Il dubbio che innesca il bisogno di rassicurazioni. Es. “la paura dello sporco o di contrarre malattie”.  Se ho paura di sporcarmi o di essere infettato da una malattia inizierò a lavarmi le mani ogni qualvolta mi senta in “pericolo di contaminazione” ma, la ripetizione di questo copione, con il passare del tempo, diventerà una pratica a cui non potrò mai più rinunciare diventando una vera e propria compulsione che si scatenerà ogni qualvolta toccherò un oggetto qualsiasi.

Ad un dubbio risponderò mettendo in pratica una serie di azioni o pensieri che nella mia mente funzionano poiché “se non sono stato contaminato per tutto questo tempo faccio bene a fare così”, e per tale motivo le ripeterò questi rituali fino a che diventeranno compulsioni irrinunciabili irrefrenabili che mi salvaguarderanno dagli eventi.

2- Ritualità dovuta alla rigidità ideologica o superstiziosa: il“magico”. Se rivolto al passato: Tutte le volte che penso di aver fatto una cosa brutta o devo farmi perdonare qualcosa devo mettere in pratica un rituale riparatorio che mi forzi ad espiare la mia colpa (preghiere, formule mentali, rituali basati sulla rinuncia ai piaceri) per evitare che qualcosa di brutto possa capitare a me o agli altri ripristinando così l’equilibrio iniziale. Se rivolto al futuro: utilizzerò dei rituali propiziatori alla mattina in modo da garantirmi così il favore di Dio nello svolgimento della mia giornata.

3- dal razionale all’irragionevole anche chiamato “l’eterno indeciso”. Il buon senso ci dice: tutte le volte che devo prendere una decisione devo analizzare tutte le possibilità che mi si presentano dinanzi, altrimenti rischio di sbagliare. Estremizzando questo ragionamento sarò talmente spaventato dall’effetto delle mie decisioni che preferirò non scegliere mai, evitando o tergiversando e, ogni qualvolta sarò costretto a prendere una decisione in tempi rapidi cortocircuiterò perché per prevenire tutti i possibili errori sarò incapacitato ad agire per paura di conseguenze catastrofiche.

4- La prevenzione che diventa fobia. Ad es. può essere il caso di una madre attenta alla salute del proprio figlio che arriva a non permettergli più di esporsi a situazioni ritenute, da lei, pericolose trattenendolo costantemente sotto una vera e propria campana di vetro iperprotettiva alla quale parenti, animali, eventi atmosferici non si possono avvicinare. La casa in questi tempi diventa il tempio della pulizia e ogni persona che si vuole avvicinare deve prima essere igienizzata. La prevenzione, a questo punto, si è già trasformata in maniacalità fobica.

5- L’effetto del trauma. Se si è vissuto un trauma per difendersi da ciò che ha prodotto una brutta esperienza, il soggetto può sviluppare una serie di comportamenti o pensieri immunizzanti al dolore. Ciò, ad es. può essere il caso di donne vittime di abuso che dopo l’evento traumatico, giunte a casa, si lavano esasperatamente come per lavar via l’accaduto. Una sorta di vero e proprio rito di purificazione che se ripetuto tenderà a diventare irrinunciabile o obbligatorio.

 

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