Depressione: i sintomi, gli effetti e la cura a base di aspirina

La depressione si cura con l’aspirina. Questo medicinale, come altri antinfiammatori, è efficace contro i più diffusi disturbi mentali la cui origine si riconduce a processi infiammatori nel sangue e nel cervello.

Aspirina utile contro la depressione

La depressione è il classico disturbo dell’umore che spinge tante persone anche a compiere gesti estremi. Quali sono i sintomi? Quali gli effetti? Nella maggior parte dei casi si manifesta mediante episodi di umore depresso che spesso e volentieri sono accompagnati da una bassa autostima. Questi episodi si verificano anche nei casi di perdita di interesse o piacere durante attività che generalmente provocano piacere. Sono davvero tanti coloro che soffrono del disturbo depressivo maggiore. Qual è la cura da seguire? In base alle ultime ricerche scientifiche per combattere questa patologia dell’umore occorre ricorrere all’aspirina!

L’aspirina, insieme ai trattamenti in corso, consente di alleviare sensibilmente i sintomi di depressione, disturbo bipolare e schizofrenia. Questi antinfiammatori sono utili per combattere i più diffusi disturbi mentali, la cui origine si riconduce a processi infiammatori nel sangue e nel cervello.

Lo studio è stato condotto dagli scienziati dell’Università di Melbourne. Le sperimentazioni sono state esposte in una relazione alla Conferenza nazionale sulla salute mentale che si è tenuta nella seconda città più popolosa dell’Australia dopo Sydney.

Solo l’aspirina e gli altri medicinali antinfiammatori sono utili per combattere la depressione? No, anche gli acidi grassi omega 3 contenuti nell’olio di pesce sono fondamentali per contrastare i diffusi disturbi mentali.  Il dottore Brian Dean, che ha condotto le ricerche, ha asserito che i risultati ottenuti consentono di spiegare come si sviluppano molti disturbi mentali. Quali sono le cause? Sono diverse e tutte da addebitare alle lesioni nei tessuti cerebrali associate a livelli anormali di proteine legate a infiammazione, oltre a cellule individuate nel sangue e nel cervello di pazienti. Dean ha rimarcato l’importanza dell’uso diverso di medicine già esistenti.

Lo scienziato ha spiegato che lo studio dei cambiamenti in proteine legate a infiammazione consentirà di definire le fasi di progresso dei disturbi mentali consentendo di scoprire  “sottotipi” o “forme infiammatorie” di malattie. Con quali possibili risultati? Quali benefici si potrebbero avere? Tutto ciò potrebbe aprire la strada a trattamenti psichiatrici usando analisi del sangue.

I fattori che causano vulnerabilità alle infiammazioni sono anche altri: effetti sul feto di infezioni materne, trauma, variazioni genetiche, stress e uno stile di vita poco sano che purtroppo peggiora la situazione.

Infatti secondo un’altra ricerca condotta dagli scienziati dell’Università del Michigan e pubblicata sulla rivista Proceedings of the national accademy of sciences (Pnas) chi soffre di depressione ha anche un cattivo funzionamento dell’orologio biologico.  In questo caso il meccanismo che regola i ritmi di sonno e veglia si rompe e compromette anche il funzionamento dei geni all’interno delle cellule.

Questa voce è stata pubblicata in Salute. Contrassegna il permalink.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>