Consigli per mastoplastica additiva

lifting seno
La mastoplastica additiva, la tecnica volta ad ingrandire il seno con l’inserimento di protesi in silicone, è l’intervento di chirurgia estetica tra i più diffusi. Il panorama è molto cambiato rispetto a qualche anno fa: infatti se prima era un tipo di intervento praticato solo da una cerchia esclusiva di persone dati i costi elevati, adesso sono sempre più le donne che ricorrono alla mastoplastica potendo contare sulle finanziarie che fanno apparire ogni cosa a portata di mano e di portafoglio. Anche l’età media delle donne con il seno rifatto si è abbassata notevolmente, basti pensare che molte teenager chiedono proprio come regalo per i fatidici diciotto anni, un seno nuovo, più prosperoso.

E’ cambiata anche la concezione dell’intervento: se prima si andava alla ricerca di un senso oversize, visibilmente finto e spesso in contrasto con la costituzione del resto del corpo, oggi si cerca di ricostruire un seno in armonia con tutto il fisico e dall’effetto più naturale possibile.
La Sicpre, Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva e estetica, ha steso un decalogo che vuole essere un vademecum per tutte quelle donne che decidono di affrontare l’intervento di mastoplastica additiva.

  1. mai prima dei 18 anni: dal lugliod el 2012 per sottoporsi a questo intervento è obbligatorio essere maggiorenni;
  2. informarsi bene: per una maggior consapevolezza è necessario parlare dettagliatamente dell’intervento e del post operatorio con il chirurgo che eseguirà l’intervento in modo da aver chiaro ciò a cui si andrà incontro;
  3. essere in ottima salute: gli esami del sangue, l’incontro con l’anestesista, la radiografia al torace devono avere esito positivo;
  4. non andare oltre la coppa C: evitare seni troppo grandi e pesanti che subiscono con il tempo l’effetto caduta. Meglio optare per un seno pieno, effetto naturale, e proporzionato rispetto al resto del corpo;
  5. mettere in chiaro chi pagherà interventi futuri se necessari: se infatti il corpo dovesse riconoscere le protesi come corpo estraneo, si incappa nel problema dell’incapsulamento, ovvero vengono rivestite da tessuto fibroso che va rimosso. In questi casi è utile aver stabilito preventivamente s e a pagare sarà il cliente o il chirurgo;
  6. valutare l’intervento di lipofilling che consiste nel prelevare il grasso in eccesso in una parte del corpo, come pancia e fianchi, per inserirlo nelle mammelle.  Questo intervento no provoca cicatrici, come nel caso della mastoplastica additiva, ed è sicuramente meno invasivo;
  7. chiedere carta d’identità della protesi: scegliere protesi dagli standard qualitativi alti per evitare di acquistare sottoprodotti pregiudizievoli per la salute in caso di rottura, vedi il caso delle protesi francesi Pip;
  8. essere sicuri al 100%;
  9. farlo solo per se stesse e non per piacere agli altri;
  10. valutare bene la sede delle protesi che può essere posizionata o sotto il muscolo pettorale, o sotto la ghiandola mammaria, o parzialmente in posizione sottomuscolare. A seconda della fisionomia, il chirurgo valuterà l’alloggiamento più idoneo.
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