Come curare le micosi: una lista approfondita

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Le micosi sono un problema molto diffuso al giorno d’oggi, come curarle e prevenirle è importante poichè possono essere dannose per la salute. Prima di capire come curare le micosi però ci sembra doveroso introdurre una lista approfondita di come le micosi possono essere catalogate e da quali patogeni possono essere causate

MICOSI DA DERMATOFTTI

I dermatofiti (Trichophyton rubrum, Epidermophyton floccosum, Microsporum canis, ecc.) sono i miceti più frequentemente responsabili di micosi superficiali. A causa della loro cheratofilia colpiscono epidermide, unghie e peli. Sorgenti d’infezione: il suolo e gli animali. Nutrizione ed igiene scarse, malattie debilitanti, contatti con persone o animali infetti favoriscono l’infezione. Le recidive e la cronicità denotano scarsi poteri di difesa.

Quadri clinici

TINEA CAPITIS. Interessa il cuoiocapellutodei bambini fino agli 8-12 anni (epidemie in asili e scuole). Si distinguono:

la tigna tricofitica: chiazze eritemato-squamose di piccole dimensioni a limiti netti; peli spezzati alla base;

la tigna microsporica: chiazze scarse ed estese, peli spezzati 3-4 mm al di sopra dell’ostio follicolare, ricoperti di polvere biancogrigiastra a manicotto;

e) la tigna favosa: con caratteristico scutulo (lesione gialla e friabile formata da ife miceliali) a livello follicolare e peli scolorati. In questa sola forma, l’unica reperibile anche nell’adulto, l’alopecia è cicatriziale e definitiva per processi follicolina; nelle prime due l’alopecia è transitoria.

KERION CELSIForma granulomatosa produttiva causata da tricofiti animali. Colpisce bambini e adulti. Localizzazione soprattutto regione occipitale, nuca, dorso mani, avambracci. Si manifesta con infiltrato infiammatorio di grosse dimensioni, molle e dolente; la superficie è disseminata di croste e pustole. Risolve con alopecia cicatriziale. Di solito si osserva in addetti a lavori agricoli.

TINEA BARBAE. Colpisce gli adulti: lesioni pustolose e nodulari a livello follicolare. Possibile adenopatia satellite di tipo infiammatorio.

TINEA CORPORIS. Micosi dellacute glabra. Lesioni pruriginoseeritemato-desquamative vescicolari in periferia ad estensione centrifuga e risoluzione centrale, spesso figurate. Più frequentemente in sedi esposte.

TINEA CERVRIS. A sede inguinale o inguino-scrotale, chiamata anche “eczema marginato di Hebra”. Obesità, sudorazione e macerazione predispongono all’infezione. Le manifestazioni, clinicamente simili alle precedenti, sono pruriginose e possono estendersi alle zone circostanti.

TINEA MANUVM E TINEA PEDIS. La seconda è la più frequente infezione micotica. Soprattutto in estate. Le lesioni sono di tipo eritemato-vescicolare e desquamativi); si associano ragadi, macerazione e dolore. Colpiti in genere i piedi per primi. Localizzazione spazi interdigitali, piante, palmi. Possibile sovrapposizione di infezione batterica o di dermatite allergica da contatto.

ONICOMICOSI. Più spesso colpite le unghie dei piedi; unghie giallastre, ispessite, friabili a superficie irregolare.

Diagnosi. Esame clinico, esame microscopico diretto e quello per insemenzamento, in specifici terreni di coltura, di materiale infettato prelevato dalle lesioni, peli o squame.

Terapia. Per micosi superficiali corpo, inguini, piedi e mani è in genere sufficiente trattamento topico: acido salicilico al 3%, zolfo al 5-10%, clorchinolo, clorchinaldolo, tolnaftato, miconazolo, econazolo, bifonazolo e ciclopiroxolamina. Nelle tigne, kerion Celsi e onicomicosi: griseofulvina micronizzata (attiva contro tutti i dermatofiti, non nella pitiriasi versicolor e nelle candidosi) per via generale: 25 mg/Kg/die nei bambini fino ai 12 anni, 0,50-1 g/die nell’adulto; trattamento per periodi variabili da 1 a 5-6 mesi (onicomicosi). Per via generale si usa anche il ketoconazolo ed il fluconazolo.

PITIRIASI VERSICOLOR

Epidermomicosi frequentissima causata dalla Malassetia I uri ur. che parassita soltanto lo strato corneo dell’epidermide, non i peli né le unghie. Poco contagiosa, si localizza sul tronco; se non opportunamente trattata, si estende all’addome e radice arti. Completamente assente una sintomatologia soggettiva; obiettivamente le lesioni variano nel colore dal bianco rosato al bruno e desquamano a fini lamelle. Le zone colpite non si abbronzano con l’esposizione ai raggi solari: pertanto appaiono più chiare in estate e relativamente più scure in inverno, rispetto alla cute sana circostante. Frequenti le recidive e le reinfezioni.

La terapia è topica e risulterà efficace se protratta per lungo periodo di tempo: acido salicilico al 3-5% in alcool, iposolfito di Na al 25%, acido tartarico al 5%, zolfo al 5-10% in vaselina, creme a base di tolnaftato, miconazolo, econazolo, bifonazoloe ciclopiroxolamina. Per via generale è possibile uso di chetoconazolo o fluconazolo. Bagni frequenti con sapone allo zolfo sterilizzazione biancheria mediante ebollizione; esposizione abiti al sole.

MICOSI PROFONDE

Più frequenti nei climi equatoriali e nel continente americano, occasionali o in endemie circoscritte in Italia.

SPOROTRICOSl. Dovuta allo Sporotrichum schenckii che allo stato saprofitico vive nel terreno; l’infezione avviene in genere in seguito a piccoli traumi. Si manifesta con lesioni nodulari ad evoluzione ulcerativa, che di solito interessano le sedi scoperte; i noduli si dispongono uno dietro l’altro lungo il tragitto di un linfatico e si accompagnano a linfoadenite. Oltre a questa forma circoscritta regionale, possibili anche forme generalizzate. Terapia. Si cura con ioduro di potassio per os (fino a 2 g/die inizialmente, poi aumentare fino a 4 g/die per 2-3 mesi); in taluni casi buoni risultati con sulfametassazolo-trimethoprim.

ACTINOMICOSI. Causata dal batterio anaerobio Actinomyces bovis. Si manifesta con noduli profondi, indolenti e confluenti localizzati in genere nella regione cervico-facciale; tali lesioni vanno incontro a rammollimento e fistolizzazione e secernono un liquido purulento contenente particolarmente  granuli costituiti dai batteri. Possibili localizzazioni in altri distretti cutanei (per es. al piede)e forme generalizzate. Terapia: penicillina (3-4.O0O.O0O U./die/l-2 mesi), sulfamidici e cloramfenicolo.

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