Come curare l’artrosi

artrosi

L’artrosi è una malattia articolare che causa il progressivo deterioramento delle cartilagini che si trovano fra le articolazioni. I sintomi più comuni sono dolore e scarsa mobilità della parte colpita da tale malattia.

Le cause principali sono da ricercare nei problemi di sovrappeso che sottopongono le articolazioni a sforzi eccessivi, in alcune attività fisiche e sportive che portano costanti microtraumi a ginocchia, colonna, caviglie, mani e collo, nei traumi e nelle fratture se non ben curate, in alcune alterazioni del metabolismo come gotta e diabete. Il freddo e l’invecchiamento sono invece fattori che ne amplificano gli effetti.

Spesso si sottovaluta il problema tamponando in modo tempestivo il dolore con antinfiammatori e antidolorifici, ma in molto casi è consigliabile e necessario integrare la terapia con metodi capaci di rallentare l’avanzamento dell’artrosi. Ecco quali sono:

Marconiterapia

La zona affetta da artrosi viene colpita con delle onde eletrromagnetiche sprigionando calore che va a sciogliere le contrattatture muscolari. Una seduta dura una 20 minuti e ne occorrono tra le 15 e le 20 a seconda dello stato di avanzamento dell’artrosi. E un tipo di trattamento ideale per problemi alle anche, alla cervicale, al ginocchio e alla zona lombare; è da sconsigliare per i portatori di pacemaker e per le donne in gravidanza;

Radarterapia

Viene mandata della corrente elettrica ad onde cortissime che porta i tessuti malati a liberare calore. In questo modo vengono ridotte le contratture muscolari. Sono sufficienti 10-15 sedute dalla durata mediamente di 10 minuti l’una; è indicata per artrosi superficiali;

Ipertermia

La parte viene scaldata con uno strumento a onde elettromagnetiche che mantiene una temperatura costante di 37°; si stimola il rinnovamento dei tessuti e l’eliminazione delle cellule danneggiate. Devono essere eseguite almeno 10 sedute a distanza di 3 giorni l’una dall’altra, ognuna della durata di 30 minuti circa; è da sconsigliare nel caso in cui sia presente anche un’infiammazione, alle donne in gravidanza e ai portatori di pacemaker;

Ultrasuoni

Vengono utilizzate onde sonore per surriscaldare la zona da trattare. Le sedute, della durata di 5 minuti circa, devono essere ripetute giornalmente per un ciclo di almeno 10-15 volte; questa tecnica è particolarmente indicata nel caso di artrosi al gomito, ai polsi e alle caviglie;

Ionoforesi

Viene fatta passare della corrente elettrica su delle placche imbevute di antinfiammatorio appoggiate sulla parte malata; così agendo l’antinfiammatorio penetra in profondità. Servono almeno 10 sedute che durano circa 30 minuti l’una. Ovviamente è un rimedio da evitare in caso di allergie ai farmaci, è invece efficace nel caso di artrosi superficiale;

Elettroterapia

La parte da trattare viene investita con diversi tipi di corrente in modo da prevenie le contratture muscolari e sopportare meglio il dolore. E’ vietata per i portatori di pacemaker e nel caso di ipersensibilità della zona malata. Ogni seduta dura tra i 20 e i 30 minuti e devono essere eseguiti almeno 10 trattamenti.

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