Come curare il reflusso gastroesofageo

reflusso gastroesofageo
Il reflusso gastroesofageo è un problema che colpisce una persona su quattro ed in particolare sono gli uomini i soggetti più predisposti. Il reflusso provoca la risalita di sostanze provenienti dallo stomaco nell’esofago e fino alla gola.

Questa anomalia può dipendere da diversi fattori quali:

  • la particolare conformazione anatomica dello stomaco, dell’esofago e del cardias, la valvola posta tra stomaco ed esofago che evita in condizioni normali la risalita del cibo alla bocca, il rilassamento della muscolatura del cardias per cui viene compromesso il normale funzionamento della stessa;
  • la presenza di ernie iatali che causano lo spostamento di una porzione dello stomaco dall’addome al torace;
  • l’aumento della pressione addominale che comprime lo stomaco come nei casi di obesità o in gravidanza.

Il reflusso causa il contatto di sostanze tendenzialmente acide provenienti dallo stomaco con le pareti dell’esofago che per conformazione naturale non sono strutturate per stare a contatto con ph aggressivi. Questo fa si che in casi gravi di reflusso, si possa arrivare addirittura a lacerazioni dell’esofago, le ulcere.
I sintomi che si accompagnano ai problemi di reflusso sono bruciori di stomaco che talvolta salgono fino alla gola, eccessiva salivazione, rigurgiti frequenti con risalita di materiale dallo stomaco alla bocca, sensazione di acido in bocca.
Di fronte alla manifestazione di sintomi così eclatanti, la diagnosi è pressochè immediata, diverso è nei casi in cui il reflusso si manifesta in forme atipiche tanto da arrivare alla giusta diagnosi per esclusione, dopo aver contatto anche cardiologi e pneumologi.

Prima di ricorrere ai farmaci, specie nei casi in cui il reflusso è di modesta entità, è possibile intervenire modificando lo stile di vita:

  1. fare pasti meno abbondanti e più frequenti in modo da dilazionare la quantità di cibo giornaliera in più tappe;
  2. ridurre consumo di cibi grassi, bevande gassate e sostanze nervine;
  3. masticare lentamente;
  4. durante il riposo non coricarsi a pancia in giù onde evitare di schiacciare lo stomaco;
  5. evitare di consumare sostanze acide come agrumi, pomodori, latte e molti dei suoi derivati;
  6. non coricarsi subito dopo aver mangiato, bensì aspettare almeno un paio di ore;
  7. non indossare cinture o abiti stretti;
  8. se possibile non fumare;
  9. in caso di sovrappeso intraprendere una cura dimagrante;
  10. praticare un’attività fisica costante lontano dai pasti.

 
Se gli accorgimenti sopra non dovessero essere sufficienti, allora è necessario rivolgersi ad uno specialista che comunque potrà tutt’al più prescrivere farmaci in grado di agire sulla secrezione gastrica, riducendola.

Foto: vebidoo.de

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