Come affrontare il freddo invernale

come difendersi dal freddo

Con l’arrivo dell’inverno e dei primi freddi, arrivano anche i primi mali di stagione, ceppi virali che provocano febbre alta, dolori, tosse e raffreddore, più o meno intensi a seconda dei soggetti colpiti.
Non tutti sanno che mantenendo più alta la temperatura corporea, diminuiscono le probabilità di contrarre i soliti virus che ogni anno si ripresentano ciclicamente quando la colonnina di mercurio scende.
Parlando di temperatura dobbiamo fare subito una distinzione tra i 3 tipi esistenti e dare dei valori di riferimenti per capire meglio.
Esiste la temperatura rettale che a riposo ha un valore compreso tra i 36,5°C e i 37,2°C, la temperatura cutanea, cioè quella superficiale di mani e piedi che oscilla tra i 32° e i 38° ed è molto sensibile alle condizioni climatiche al contorno, la temperatura ascellare con valori di riferimento tra i 36° e i 37°.

La termoregolazione nel nostro corpo è affidata all’ipotolamo così come i cicli di sonno-veglia ed il consumo del cibo. Scopo della termoregolazione è quella di mantenere la temperatura dell’encefalo, dell’addome e del torace intorno ai 37°. Ci sono alcuni meccanismi però che ne provocano un naturale innalzamento come l’attività del metabolismo basale e l’attività muscolare, gli ormoni termogenetici e l’effetto termico del cibo che ingeriamo. Si abbassa invece con il passaggio di calore dagli strati interni a quelli superficiali della pelle e con la sudorazione.
Quando la temperatura corporea aumenta anche di un grado, le difese del sistema immunitario vengono amplificate poichè l’innalzamento di temperatura stimola l’attività dei mitocondri, responsabili della produzione di alcune proteine indispensabili per la difesa del corpo, e l’azione dei linfociti T e B contro virus e batteri che muoiono tra i 38° e i 40°.
E’ importante perciò mantenere la temperatura su un numero di gradi ottimale. Per far questo può essere di aiuto:

  • condurre una dieta a base di sostanze che stimolano i miticondri, come aglio, cipolla e zenzero;
  • fare sport;
  • non fumare e consumare cibi troppo grassi e unti che minano l’attività dei mitocondri;
  • bere bevande nervine, caffè, tè, cioccolata…, che innalzano la temperatura;
  • dormire almeno nove ore a notte per permettere la produzione di melatonina;
  • non essere stressati visto che lo stress inibisce il sistema di difesa immunitario;
  • evitere di bere alcolici e assumere droghe poichè la sensazione di caldo che ne deriva dipende dall’effetto della vasodilatazione di vene e arterie.

Fare sport soprattutto di inverno, specie se praticato all’aria aperta, comporta delle precauzioni da seguire, ovvero indossare degli indumenti che proteggano dal vento per limitare un eccessivo scambio termico con l’esterno e che mantengano la temperatura corporea, indossare cappello e guanti per proteggere le parti naturalmente più esposte e anche la sciarpa per proteggere la bocca da un’evaporazione intensa. Nel caso del nuoto è ovviamente indispensabile la muta completa di calzari, guanti e cappuccio, che dovrà essere stagna nel caso di immersioni dove le temperature del mare a bassa profondità scendono a pochi gradi.

Uno dei danni più comuni dovuti all’esposizione al freddo è l’ipotermia che è detta primaria se dovuta ad una scarsa protezione dal freddo e secondaria se causata da problemi su meccanismi di termoregolazione.

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