Capire il comportamento di un neonato

mamma e neonato
Per una mamma, specie se alla prima esperienza, non sempre è facile capire il comportamento del neonato ed interpretare i segnali che il piccolo le manda.

Come in tutte le cose è importante non farsi prendere dal panico ed affrontare la situazione lucidamente. Alcuni segnali poi sono “stereotipati” nel senso che sono fisiologici, quindi comuni a tutti i bambini appena nati, per cui già conoscendo quelli, è possibile gestire certe situazioni di incertezza.

Di seguito proponiamo una serie di suggerimenti e di miti da sfatare:

  1. un momento sicuramente delicato e allo stesso tempo sofferto è quello dell’allattamento: tutti i medici incentivano l’allattamento al seno essendo il latte materno l’alimento più completo per il piccolo, ma non tutte le mamme hanno la fortuna di poter allattare. A causa di questo “impedimento” in molti casi può nascere nella mamma un senso di frustrazione e di inferiorità rispetto alle altre donne che invece allattano, atteggiamento questo sicuramente sbagliato che può portare ad ostacolare il rapporto madre-figlio. Certo, il latte materno è da preferire, ma essendo un dono di natura, nessuna donna può farsene una colpa nel caso in cui non riesca ad allattare il bambino che crescerà comunque in forze e in salute anche con il latte artificiale;
  2. il bambino che non si attacca subito al seno, non significa che rifiuterà sempre il seno. Infatti i neonati nei primi 4-5 giorni di vita non avvertono il senso della fame grazie anche alle scorte di grasso e zuccheri che hanno accumulato durante la gravidanza. L’importante è proporgli comunque il seno anche se lui non ne fa richiesta e provare ad ad attaccarlo al seno almeno 6-8 volte al giorno controllando che tenga in modo corretto il capezzolo in bocca.. Questo serve anche alla mamma per stimolare la produzione di latte.
  3. nel caso di allattamento con il biberon, è importante sterilizzarlo dopo ogni uso;
  4. se il bambino ha le mani fredde o tendenti al viola, non sempre significa che abbia freddo: infatti specie nei primi mesi di vita la capacità di termoregolazione del piccolo non è ancora totalmente efficiente per cui è facile che le parti periferiche del corpo risultino più fredde. Se il bambino ha il collo caldo significa che non ha freddo;
  5. se il bambino dopo un pò che ha mangiato, avvicinandogli un dito alla bocca la apre, non significa che abbia ancora fame: è infatti un riflesso incondizionato o semplicemente un modo per cercare conforto e consolazione;
  6. il bambino che piange non sempre lo fa perchè ha fame: i bambini nel primo mese di vita mangiano circa ogni 3 ore, per cui se prima del tempo il bambino piange, è probabile che lo faccia per altri motivi, magari vuole essere cambiato, ha una colica, o semplicemente si è stufato di stare nella stessa posizione;
  7. durante l’allattamento si può parlare: non è assolutamente vero che parlando ingurgitiamo aria e induciamo le coliche al bimbo;
  8. non è vero che più teniamo il bambino al seno e più latte produciamo anzi, forse è vero il contrario poichè il seno una volta svuotato ha bisogno di “ricaricarsi” e per farlo servono almeno un paio di ore;
  9. il bambino può uscire anche con il freddo, l’importante è coprirlo bene e ripararlo eventualmente dal vento che è molto più insidioso del freddo.;
  10. il bambino che non evacua giornalmente, non va stimolato alla fine della giornata: infatti entro le 48 ore è tutto regolare, specie se il piccolo viene allattato artificialmente. Trascorsi i due giorni allora si può ricorrere all’uso di sondini anali o se il pediatra lo consiglia anche di supposte.
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