Allergie stagionali 2013: un disturbo in aumento

Allergie-stagionali

I casi di allergie stagionali e asma nel 2013 sono in costante aumento. Quali sono le ragioni di questa crescita e quali i nuovi trattamenti? Occhi che bruciano, naso che prude, cola e si starnutisce continuamente, respirazione sibilante e pelle irritata: le allergie si presentano in vario modo e purtroppo colpiscono sempre più persone. Le allergie stagionali nel 2012 riguardano, infatti, circa un quarto della popolazione, in Italia e nei paesi occidentali. Sono circa dieci milioni gli italiani che soffrono di allergie e la metà di questi soffre di asma. Ormai anche i paesi in via di sviluppo, fin qui risparmiati, sono colpiti da questo “boom allergico”.

ATTENZIONE, UN INTRUSO!!

“L’allergia è una reazione estrema del sistema immunitario di fronte ad una sostanza estranea che normalmente sarebbe tollerata come, ad esempio, alimenti, pollini…”, spiega il dottor Lorenzo Bettoni, allergologo, immunologo e reumatologo, presso l’ospedale di Manerbio (Brescia). Una reazione allergica può essere immediata, sin dal contatto con l’allergene. I sintomi vanno da semplici starnuti a crisi d’asma, passando per manifestazioni cutanee (orticaria o angiodema) più o meno estese. La più pericolosa tra le reazioni allergiche è lo shock anafilattico caratterizzato da crollo della pressione sanguigna e perdita di coscienza fino all’arresto cardiocircolatorio. Alcune reazioni allergiche hanno effetto ritardato: si manifestano a distanza di giorni dopo il contatto con l’allergene, in particolare se farmaco, sfociando prevalentemente in reazioni allergiche cutanee. Oltre al pericolo costituito da alcune reazioni, la qualità della vita dei pazienti allergici subisce spesso un brusco peggioramento.

ALLERGIE, GENETICA E AMBIENTE

Ma perchè una simile epidemia di allergie stagionali nel 2013? Innanzitutto, alcuni soggetti sono maggiormente predisposti, dal punto di vista genetico, a sviluppare delle forme allergiche. Per sapere se è il vostro caso, vi basterà osservare chi vi sta accanto. Se nessun membro della vostra famiglia soffre di allergie, asma o eczema, allora il rischio che correte di sviluppare un’allergia è di appena il 15%. Se uno dei genitori è allergico, il rischio sale fino al 50% e arriva fino al 75% se entrambi i genitori lo sono.

Tuttavia se la genetica spiega la predisposizione, è poi l’ambiente circostante a scatenare l’allergia. Sul banco degli imputati, in prima fila, troviamo l’inquinamento esterno. In effetti molti dati scientifici mostrano un legame tra l’inquinamento atmosferico dovuto al traffico automobilistico e le allergie. In vitro, ad esempio, pare che le particelle sottili emesse dai veicoli diesel favoriscano la sintesi dell’immunoglobina E, uno dei mediatori dell’allergia. “In vivo, il biossido di azoto irrita i polmoni, abbassa le difese dell’organismo contro le infezioni delle vie respiratorie ed è stato posto tra le principali cause del sopraggiungere dell’asma. I bambini che vivono da almeno otto anni in luoghi in cui i livelli di inquinamento atmosferico sono elevati soffrono due volte di più di asma allergica, 1,5 volte in più di asma da sforzo e tre volte in più di eczema rispetto ai bambini che vivono in zone meno inquinate. La stessa tendenza la si ritrova anche in caso di raffreddore da fieno”.

L’INQUINAMENTO INDOOR: NEMICO ALLERGICO N°1

In una cinquantina di anni le nostre abitazioni e gli ambienti in cui trascorriamo le nostre giornate hanno subìto strane mutazioni. I volumi abitabili si sono notevolmente ridotti e questo ha portato all’aumento della concentrazione di allergeni. I progressi in fatto di isolamento hanno accresciuto il comfort ma anche lo stabilirsi in casa di acari e muffe. In aggiunta, alcuni materiali isolanti liberano sostanze irritanti soprattutto per le mucose respiratorie (formaldeide, corpi organici volatili…). Animali e piante, altri potenziali allergeni che in passato restavano fuori dall’abitazione, sono ora all’interno delle zone abitative, talvolta persino nelle camere da letto. E per finire, c’è anche il fumo passivo, che favorisce lo sviluppo dell’asma. Tutti questi cambiamenti nelle nostre case sembrano giocare un ruolo nella recrudescenza delle allergie. Tanto più che il nostro stile di vita “monastico” ci porta a trascorrere anche 20 ore al giorno in ambienti chiusi.

BAMBINI DI CITTA’, BAMBINI DI CAMPAGNA

I bambini di campagna sviluppano meno allergie rispetto a quelli di città. L’aria buona, la quiete, un nutrimento più salutare? Niente di tutto ciò! Infatti, il vantaggio di un ambiente rurale sta tutto nella fauna batterica, molto più numerosa! Alla nascita ogni sistema immunitario è immaturo. Il suo sviluppo sembra progredire in base a tre tipi di risposta: la difesa contro microbi diversi tra loro, la tolleranza di fronte ai batteri intestinali e l’allergia in presenza di elementi non nefasti. “La presenza di tossine nell’ambiente stimola il sistema immunitario ad acquisire tolleranza. E’ il tipo di ambiente che si trova soprattutto nelle fattorie. Se invece l’ambiente è protetto asettico disinfettato allora si va verso un sistema di reazioni di tipo allergico”, spiega ancora il professor Bettoni. Attenzione, non tutte le stimolazioni del sistema immunitario sono le benvenute! Sono gli attacchi batterici che permettono di evitare le allergie. Al contrario, le infezioni da virus favoriscono la comparsa dell’asma. Sfortunatamente i bambini di città, chiusi in casa, sono più esposti ai virus…

UNA SERIE DI TRATTAMENTI EFFICACI

In ogni forma di allergia evitare il contatto con l’elemento allergizzante resta la migliore protezione. Tuttavia il contatto con certi allergeni non può essere sempre evitato. E’ il caso, ad esempio, dei pollini… a meno che in primavera non decidate di cambiare emisfero! In questo caso i primi trattamenti proposti attaccano i sintomi. Sono gli antistaminici, preferibilmente di nuova generazione (molto meno sedativi), efficaci per allergie deboli o moderate, utilizzabili anche su bambini piccoli. Se l’allergia è più grave, il medico prescrive altri medicinali con proprietà antinfiammatorie. L’unico trattamento preventivo e curativo allo stesso tempo delle allergie è la desensibilizzazione o immunoterapia desensibilizzante. Allo stato attuale è disponibilie solo per certi allergeni: acari, pollini, peli d’animale, muffe atmosferiche, veleno di imenotteri (api, vespe). Il trattamento consiste nella somministrazione di dosi progressive dell’allergene per via iniettabile o per via sublinguale, per un periodo che va da tre a cinque anni, per modulare progressivamente la risposta immunitaria dell’organismo. Questi i rimedi contro alcuni allergeni tipici delle allergie stagionali 2013.

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