Allergia al nichel, alimenti da evitare

allergia al nichel
Noi viviamo nell’epoca delle intolleranze e delle allergie: a quanto pare negli ultimi anni questo genere di malattie si è triplicato e coloro che ne soffrono sono davvero tantissimi , a volte anche senza saperlo.
La differenza sostanziale tra un’intolleranza e un’allergia è che la prima può essere momentanea e di natura psicologica oppure causata dalla mancanza di un enzima il cui ruolo è aiutare la digestione dell’alimento; mentre l’allergia nasce da una sensibilità perenne ad un dato elemento che porta problemi a livello della pelle o del tubo digerente.

A quanto pare una delle allergie più frequenti dell’ultimo anno è quella al nichel, che colpisce sia uomini che donne ed il più delle volte porta reazioni cutanee davvero evidenti.

Questo tipo di sensibilità può essere di due tipi:

  • allergia da contatto, vale a dire causata dal contatto tra la pelle e il metallo;
  • allergia da ingestione, dovuta al nichel presente negli alimenti.

In entrambi i casi il motivo scatenante è lo stesso, il metallo si unisce alle proteine ma non viene riconosciuto dal corpo che scatena pertanto una reazione. Ovviamente quest’allergia, come tutte, può palesarsi in qualunque momento della vita e, a differenza delle intolleranze, non è momentanea.

Ma quali sono gli indizi di un’allergia da nichel? E come è necessario comportarsi?
Ebbene, partiamo dalla tipologia meno frequente, l’allergia da ingestione: nonostante la percentuale di persone affette sia davvero bassa può portare danni significativi. Secondo gli ultimi studi i soggetti sensibili assumono il nichel dagli alimenti e una volta arrivato nel sangue il metallo non viene assimilato, portando ad eruzioni cutanee su tutto il corpo ma anche perdita di peso, mal di testa e dissenteria. Ovviamente è necessario subito rivolgersi ad un medico-allergologo che prescriverà esami clinici per accertare l’allergia, come ad esempio la provocazione orale che consiste nel far ingerire dosi di nichel ed dosi di placebo, per rendersi conto se la sensibilità è presente e soprattutto se non sia semplicemente un condizionamento psicologico.
Se l’allergia è confermata, si provvederà ad una dieta che limiti il nichel evitando ad esempio lieviti, pomodori e broccoli; l’eliminazione totale del metallo dall’alimentazione è impossibile poiché è presente davvero ovunque ma si posso raggiungere effetti positivi con un regime alimentare controllato. Se l’allergia dovesse essere davvero ad uno stadio grave, si può ricorrere ad un vaccino orale che immettendo piccole dosi di nichel nel corpo permette all’organismo di abituarsi e quindi di eliminare l’allergia, risultato che si raggiunge addirittura nel 80% dei casi.

Per quanto riguarda invece l’allergia da contatto è ovvio che dipende principalmente dalla bigiotteria e sicuramente la reazione più evidente è l’arrossamento e il prurito localizzati. Questo genere di sensibilità è molto soggettiva, possono esserci casi gravi in cui anche solo toccare un oggetto di nichel può portare reazioni evidenti e casi invece in cui un bracciale crea arrossamento e una collana no. L’esame per determinare l’allergia è il patch test e i livelli di gravità sono quattro: prurito, arrossamenti, eritemi o vescicole

Questo tipo di allergia non va mai sottovalutato perché nonostante inizi in maniera localizzata, potrebbe a lungo andare a svilupparsi su tutto il corpo.
Ovviamente la soluzione è quella di evitare di entrare in contatto con il metallo.

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