Adolescenza e problemi con genitori

Con il termine di adolescenza si designa comunemente quel periodo della vita di un individuo nel quale egli non possiede ancora né un corpo né una mente ben definiti, e non è autonomo nell’organizzare la sua esistenza; in questo articolo trattiamo i problemi dei rapporti con i genitori causati da questo delicato periodo della vita.

genitori e figli problemi

Come sappiamo questa fase della vita ha subito un progressivo ampliamento quantitativo con conseguente allungamento dei tempi di permanenza dei giovani nell’ovatta del contesto familiare rallentando il processo del diventare adulti.
Oggi si fa riferimento ad un tipo di adolescenza lunga che arriva fino ai 35 anni ed è realtà quotidiana incontrare giovani adulti con problematiche adolescenziali.

Che l’adolescenza sia un età difficile e travagliata è risaputo, i fattori che la rendono così complessa si possono riassumere in:

  • cambiamenti corporei legati alla maturazione sessuale;
  • le tempeste emotive dovute alla maggior produzione di ormoni che orientano l’affettività verso il gruppo dei pari e verso l’altro sesso;
  • progressi cognitivi che permettono di formulare i primi ragionamenti, formulare critiche e controbattere osservazioni.

Ovviamente con un adolescenza così dilatata questi punti non possono più essere presi come attenuanti. Dal mio punto di vista i problemi e le patologie insorgono, quando la comunicazione tra famiglia e adolescente diventa disfunzionale ovvero quando, anziché favorire, ostacola il processo di autonomia e indipendenza del giovane.

Sotto il profilo strettamente evolutivo è evidente che l’essere umano arriva, fra i 12 e i 19 anni, a un momento di forte cambiamento fisico e psicologico ma non è assolutamente scontato che questo periodo porti a conseguenze catastrofiche.

Spesso i genitori, in questa fase delicata del figlio, tentano loro di fornire scatole preconfezionate fatte di esperienze vissute in prima persone da loro stessi in gioventù; i genitori sono così presi nel dare che spesso si dimenticano quanto, nella loro adolescenza, siano stati fondamentali gli insegnamenti avuti dalle esperienze fatte in prima persona.

Difatti non è un caso che con la loro eccessiva presenza limitino l’adolescente in quello che è il naturale processo di acquisizione di fiducia nelle proprie capacità.

L’adolescente deve necessariamente confrontarsi con gli ostacoli della vita e attraverso tentativi ed errori giunga al superamento di tali difficoltà costruendo, per esperienze successive, la fiducia nelle proprie risorse personali.

Come un famoso psicologo disse a suo tempo in relazione al mondo degli adolescenti: per far imparare ad andare in bicicletta il proprio figlio, la buona bicicletta non è quella le ruotine ma quella comprata insieme ad una buona scatola di cerotti; non si deve avere paura di cadere ma, di non potersi rialzare.

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